La Barbabietola Rossa

Da ornamento a fonte di benessere

La barbabietola (Beta vulgaris) è una pianta erbacea biennale del genere Beta che appartiene alla famiglia delle Chenopodiaceae. Con fusti che possono arrivare a 1-2 metri di altezza, hanno foglie lunghe 5-20 cm a forma di cuore e fiori piccoli, del diametro di 3-5 mm di colore verde o rosso, con cinque petali. I loro tuberi hanno l’inconfondibile e particolarissimo colore rosso brillante. Il loro pigmento naturale, la betanina, viene infatti sfruttato in diversi settori, dall’alimentare al tessile. Anche se appartengono alla stessa famiglia, la barbabietola rossa non va confusa con la barbabietola da zucchero, che invece è di colore bianco..

LA STORIA
La barbabietola è originaria del bacino del Mediterraneo e le prime tracce storiche ed archeologiche sono precedenti al 2.000 a.C., quando iniziò la sua coltivazione nel nord Africa, per estendersi rapidamente in Grecia e nel Medio Oriente. Il più antico documento sulla barbabietola è un catalogo Babilonese del VII sec a.C., ma era ampiamente utilizzata già dagli antichi Greci che la chiamavano tèutlon, trasferendola poi anche al mondo romano. Usata dapprima come ornamento, sia greci che romani iniziarono a consumarne le foglie scoprendo le ottime proprietà medicinali della pianta. La sua importanza e valenza culturale, aiutata dall’accattivante colore rosso intenso, si riscontra nelle opere di numerosi storici, botanici e naturalisti dell’epoca, tra cui Teofrasto, Columella e Plinio il Vecchio. Con il passare del tempo, la barbabietola cominciò ad espandersi attraverso la Spagna e la Francia, grazie alle coltivazioni nei monasteri e, solo successivamente, grazie ai contadini. A partire dal XIII secolo si estese in tutta l’Europa centrale e le popolazioni germaniche intrapresero lo sviluppo di diverse varietà: la barbabietola rossa coltivata oggi in Italia fu introdotta appunto dalla Germania intorno al XV secolo. L’utilizzo delle radici della pianta a scopi alimentari, che oggi sono diventate l’emblema delle barbabietole, risale al XVII secolo ed è connesso alla scoperta dello zucchero che se ne può estrarre. Nel 1747, infatti, il chimico prussiano Andreas Sigismund Marggraf cominciò a produrre commercialmente lo zucchero e aprì la prima fabbrica nel 1801 a Cunern, in Polonia.

Le guerre napoleoniche, nel 1806, causarono il blocco dell’importazione dello zucchero di canna, fatto che spinse al consumo dello zucchero estratto dalle barbabietole. Nel 1811 alcuni scienziati francesi mostrarono a Napoleone dei panetti di zucchero estratto da barbabietola: estasiato dal gusto, ne ordinò la coltivazione: nel giro di pochi anni sorsero più di 300 fabbriche di zucchero da barbabietola in tutta Europa. Ad oggi la barbabietola usata per ricavare zucchero è quella bianca, mentre quella rossa viene usata come alimento di alto profilo nutrizionale in moltissime aree del mondo, grazie alla sua grande adattabilità climatica

Proprietà Nutrizionali
Oltre ad essere molto gustosa, la barbabietola rossa contiene numerosi elementi nutritivi che la rendono alleata della salute e del benessere. Ha un contenuto particolarmente alto di potassio (300 mg/100 g), che agisce come regolatore della pressione arteriosa e si rivela indispensabile per il buon funzionamento del sistema nervoso. Il tubero mantiene in salute il sistema cardiocircolatorio: contiene infatti acido folico e betaina che, insieme, hanno la proprietà di rinforzare i vasi capillari. Tra le vitamine è molto presente la C, che rinforza il sistema immunitario, e alcune del gruppo B, come laB1, B3 e B9 (acido folico), fondamentale in ogni fase della vita. La presenza di betalaine, potenti antiossidanti che le conferiscono il famoso colore rosso, conferisce alla barbabietola importanti proprietà depurative e anti-aging, antinfiammatorie e antitumorali. Quest’ultimo aspetto viene descritto in diverse ricerche scientifiche, dove emerge che il tubero sia in grado di rallentare la crescita e lo sviluppo delle cellule tumorali in particolare nei casi di cancro al colon, alla mammella e alla prostata. Infine, la barbabietola rossa è un naturale rimedio per la depressione, in quanto ricca di triptofano, amminoacido in grado di stimolare la produzione di seratonina: il cosiddetto “ormone della felicità”.

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